Patti Chiari – I semafori della discordia
Trama
È la fine di agosto quando l’USTRA, l’Ufficio federale delle strade, annuncia l’entrata in funzione di alcuni semafori sulla tratta tra Cadenazzo e Quartino in sostituzione delle rotonde. Lo scopo: fluidificare il traffico e migliorare la sicurezza di una strada lungo la quale ogni giorno transitano circa 27 mila veicoli.A metà settembre le proteste esplodono: c’è chi sostiene di impiegare molto più tempo di prima per percorrere pochi chilometri di strada, chi se la prende con i rallentamenti continui, chi lamenta intoppi e code a tutte le ore, chi rimpiange le “vecchie” rotonde. Ma cosa sta succedendo? E cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Questa infatti è solo una prima tappa del progetto dell’USTRA, che avanzerà a fasi e continuerà nel corso di tutto il 2027. Non solo: per registrarne i benefici e per vedere i risultati definitivi dell’intero progetto -costato circa 40 milioni di franchi- bisognerà attendere la fine dei lavori, a dicembre 2027. E mentre gli automobilisti sono chiamati ad armarsi di pazienza, in molti a storcono il naso. Il motivo? Nel 2019, il 73% delle cittadine e dei cittadini ticinesi aveva respinto in votazione popolare un progetto del Cantone che prevedeva proprio l’introduzione dei semafori in sostituzione delle rotonde sul Piano di magadino. Dopo quella votazione, la strada però è diventata di proprietà della Confederazione…che 7 anni dopo ha deciso di ridare luce verde ai semafori.Ma com’è possibile che ciò che era uscito dalla porta ora sta gradualmente rientrando dalla finestra? Patti chiari ha indagato e raccolto le testimonianze degli automobilisti fermi in coda, di abitanti e commercianti della zona, di politici e autorità locali e, soprattutto, le spiegazioni degli artefici del tanto discusso progetto.
