Storie di alberghi svizzeri – Castelli della Belle Époque
Trama
Il Waldhaus nell’Alta Engadina e il Grandhotel Giessbach nell’Oberland Bernese Con l’architettura e l’arredamento in perfetto stile Belle Époque, da sempre questi due alberghi sono stati considerati come luoghi d’incontro della distinta società europea. Ubicato a 1’800 metri di altitudine, il Waldhaus troneggia come una fortezza incorniciata dalle imponenti cime di tremila metri del Piz Corvatsch e del Piz Lagrev nell’Alta Engadina. Ancora oggi, l’hôtel a 5 stelle è un luogo dove il tempo ha il suo ritmo e tra le sue caratteristiche v’è quella di dedicare molto spazio alla creatività e all’attività culturale. Il Waldhaus era ed è “un’Europa in miniatura”. Anche il Grandhôtel Giessbach era molto popolare tra i viaggiatori, attirati soprattutto dall’impressionante cascata di Giessbach, che si tuffa per quattrocento metri nelle immediate vicinanze dell’albergo. Per raggiungere il Grandhôtel Giessbach si attraversa in barca il lago di Brienz, nell’Oberland Bernese. Il fatto che le settanta camere e suite dell’albergo esistano ancora, è grazie a un’iniziativa molto speciale: quando alla fine degli Anni Settanta, l’edificio rischiava di essere demolito, l’esuberante ambientalista svizzero Franz Weber riuscì a salvare lo storico albergo creando un’apposita fondazione. Gli ospiti abituali, particolarmente impegnati per la causa della salvaguardia, continuano a donare cimeli del periodo Belle Époque, spesso preziosi pezzi d’antiquariato provenienti da proprietà di famiglia.
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